Verzegnis - Sella Chianzutan



 
 
 

Verzegnis
Verzegnis sorge in bellissima posizione, su un verde altopiano ricco di frutteti, faggi e castagni; il territorio comprende un certo numero di borgate sparse che compongono il Comune. Si stende sulla riva del Tagliamento fino alla sommità del Monte Verzegnis e comprende anche un breve tratto del bacino del Torrente Arzino. Secondo alcuni è proprio nella splendente bellezza dei prati e dei boschi che va ricercata l’etimologia del suo nome, ma è molto più probabile supporre che il toponimo derivi dal nome di una proprietaria romana, “Verginna”.

Molto interessante è la flora presente nel gruppo del monte Verzegnis e sul Piombada. Oltre alla comune stella alpina, si possono trovare la regina delle Alpi, il giglio rosso, il giglio martagone, le pianelle della Madonna, la soldanella, l’orecchia dell’orso, l’orchidea sambucina, la genziana maggiore, oltre a vari tipi di androsace.

Dagli scavi archeologici effettuati sul colle Mazèit è venuta alla luce una torre del IV sec. d. C. di forma quasi quadrata (m 5,95x5,55) e con muri di m 1,4 di spessore; sono evidenti nel suo interno tracce di incendio, probabilmente distruttore, risalente a circa il VII sec. Dai resti rinvenuti (ceramiche, laterizi, piccoli utensili) pare che essa dovesse avere funzione, oltre che di avvistamento, anche residenziale. Indagini di scavo effettuate nella zona a sud della torre con la scoperta di ulteriori strutture murarie, fanno supporre la presenza di un sistema fortificato che sembra estendersi in gran parte del colle.

La chiesa di S. Martino a Villa viene nominata come pieve addirittura dal 1072; e si suppone comunque che sia stata unita a S. Maria di Invillino dal 1229 al 1305, anno in cui inizia l’elenco dei pievani e rettori. Pare che inizialmente dovesse essere una chiesetta in stile gotico, poi, con l’aumentare della popolazione, fu ampliata a più riprese dal 1730 al 1778 con l’aggiunta finale del campanile. Nel 1880 fu abolito il vecchio cimitero situato attorno alla chiesa e trasferito nel nuovo.

Il bacino artificiale dell’Ambiesta (dal nome del torrente che lo alimenta) è stato creato nel 1957 ed ha una lunghezza di circa 1 km e mezzo con una profondità media di 30 m ed una capacità di 3 milioni di metri cubi d’acqua; la diga è alta 60 m e lunga 140. L’acqua che alimenta il lago dalla galleria sotto il ponte Landaia proviene dal bacino di Sauris attraverso delle opere di derivazione di circa 35 km. Lo sfruttamento della cava di marmo posta sotto il monte Lovinzola ha inizio nel 1923 con la creazione della SAIM, società nota per lo scopo; fino ai primi anni ’80 il trasporto è stato effettuato con la teleferica fino in Sella Chianzutan, ora è stata costruita una strada forestale. I tipi di marmo estratti sono 5: mandorlato, porfirico bruno, noce radica, porfirico fiorito, bruno vermiglio.

Il municipio è stato costruito nel 1953 e ristrutturato subito dopo il terremoto del 1976. Prima la sede comunale si trovava a S. Stefano nella attuale casa Flamia, e fu incendiato dai partigiani nel 1944. Sempre a S. Stefano c’era una chiesa molto antica (pare del 1300) demolita nel 1978.

L’edificio scolastico attuale di S. Stefano è stato costruito nel 1933; fino ad allora (dal 1842) le scuole erano situate, assieme al municipio, nella attuale casa Flamia. Nel 1903 Chiaicis aveva costruito una scuola frazionale, ora demolita, e lo stesso Intissans l’anno seguente, oggi Centro sociale.

È originario di Verzegnis lo storico Pio Paschini (1878-1962) autore, tra l’altro, di una “Storia del Friuli”.
Sono nati a Chiaulis sia Vittorio Cella (1882-1938), uno dei fondatori della Cooperativa Carnica, sia il poeta Giso Fior (1916-1978).

Museo all’aperto d’arte contemporanea in frazione di Villa.


 
 
 
Il Mondo delle Malghe
The world of the mountain pastures
Die Welt der Almen
All’inizio del ’900 in Carnia funzionavano circa 250 malghe, cuore di un’economia di montagna basata sulla lavorazione del latte: oggi ne sono rimarse una cinquantina, dove si possono gustare ed acquistare latte, burro e formaggi freschi e genuini. Chiuse d’inverno quando i malghesi – seguendo i tradizionali riti della monticazione – riportano le loro mandrie nei pascoli di alta montagna.
Chi volesse andare alla scoperta di questo mondo fatto di antiche usanze, genuinità, semplicità, può affidarsi al programma del Mondo delle malghe, organizzato ogni estate – dalla fine di giugno alla fine di settembre – in Val Lumiei, in Val Degano e in Val Pesarina (il punto di riferimento sono le tre località di Sauris, Ovaro e Prato Carnico): itinerari guidati alla scoperta delle malghe, innanzitutto, ma anche assaggi di prodotti e di piatti tradizionali a base di formaggi e ricotte, mostre, visite a laboratori artigianali, settimane verdi con soggiorno in alta montagna, menù degustazione a base di prodotti di malga e molto altro ancora.
Fra le altre manifestazioni dedicate alle malghe e ai loro prodotti, da ricordare la Sagra della monticazione a Prato Carnico (ultimo week-end di Giugno), la Sagra del Malgaro ad Ovaro (ultimo week-end di luglio), la Sagra del Formaggio Salato a Sauris (agosto), Il ritorno a valle delle mandrie a Sauris (primo week-end di settembre), la Mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga a Enemonzo (settembre).
In the early years of the twentieth century, about 250 “malghe” were in operation, the heart of a mountain economy based on milk products: tofay there are about fifty left, where we can taste and buy fresh milk, butter and cheeses. They are closed in winter and reopened around the middle of june when the berdsmen – following the traditional rites of their forefathers – take their beards up to the high summer pastures on the mountains.
Anyone interested in discovering this world of old customs, genuine fare and semplicity, can follow the programme of "The world of the mountain pastures", organized each summer - from the end of June to the end of September - in Val Lumiei, Val Degano and val Pesarina (the points of reference are the three towns of Sauris, Ovaro and Prato Carnico): guided itineraries to discover the mountain pastures, above all, but also to taste the products and much, much more.
   Other events featuring the mountain pastures and their products are the Summer Pasture Fair at Prato Carnico (last week-end in June), the Herdsman's Fair at Ovaro (last week-end in July), the Salted Chesses Fair at Sauris (August), the Herds' return to the valley at Sauris (first week-end in September) and the Trade Fair of ricotta and mountain pasture cheese at Enemonzo (September).
Zu Beginn des 20. Jh. Waren in Karnien ca. 250 Almen in Betrieb, die als das Herz der auf Milchverarbeitung basierenden Bergwirtschaft galten: heute gibt es nur noch 50, aber man kann da frische Milch, Butter und Käse kaufen. Im Winter sind die Almen geschlossen, gegen Mitte Juni werden sie wieder geöffnet, wenn die “Malghesi”, die Albewohner, ihre Herden Unter den traditioneller Riten auf die Hochgebirgsweiden treiben.
   Wer diese Welt aus altem Brauchturn, Einfachheit und Naturbelassenheit entdecken möchte, kann an dem Programm "Welt der Almen" teilnehmen, das jeden Sommer - von Ende Juni bis Mitte September - organisiert wird. Im Val Lumiei, im Val Degano und im Val Pesarina (Ausgangspunkt sind die Orte: Sauris, Ovaro und Prato Carnico) werden geführte Wanderungen angebotem, auf denen man die Almen besucht, aber auch Verkostingen det typichen Gerichte auf der Basis von Ricotta und anderen Käse, Ausstellungen, Besuche in Werkstatten, im hochgebirgem Wochenendpaketem Degustationsmenüs und anderes.
   Unter den Zahlreichen Veranstaltungen, die den Almen und ihren Produkten gewidmet sind, sollen folgende Erwähnung finden: das "Dorffest des Auftriebs" in Prato Carnico (letztes Wochenende im Juni), das "Dorffest der Almbewohner" in Ovaro (letztes Wochenende im Juli), das "Dorffest des gesalzenen Käses" in Sauris (August), die "Rückkehr der Herden" in Sauris (erstes Wochenende im September), der "Ricotta- und Almkäse-Markt" in Enemonzo (September).